Le radici bassomedievali della stereotomia spagnola del Cinquecento

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The tradition of stereotomy developed in the different Christian kingdoms of the Iberian Peninsula between the late XIV and the early XV century will allow to materialize in stone the new Renaissance system which had arrived from Italy. This
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  LEXICON Storie e architetturain Sicilia e nel Mediterraneo n. 22-23/2016 Edizioni Caracol ISSN: 1827-3416ISBN: 978-88-98546-56-5 SOMMARIO  Marco Rosario Nobile Editoriale Dany Sandron Raymond du Temple et les architectes de Notre-Dame de Paris (milieu XIII ème – début XV ème siècle)  Amadeo Serra Desfilis Diventare maestro nei mestieri della costruzione a Valencia, secoli XIV-XV. Apprendistato, pratica e mobilità  Mercedes Gómez-Ferrer Gaspar de la Ferla o Ferrando, un cantero siciliano en la Valencia de mediados del siglo XV Emanuela Garofalo Mestieri e competenze nel cantiere di architettura in Sicilia tra Trecento e primo Cinquecento  Javier Ibáñez Fernández Le radici bassomedievali della stereotomia spagnola del Cinquecento  Maurizio Vesco  Magister versus architector  : note sull’evoluzione di una figura professionale nella Sicilia delCinquecento Pau Natividad Vivó Bóvedas baídas de cantería en el Renacimiento español: clasificación constructiva Salvatore Greco  Privilegio delli mastri Intagliatori et Architetti : il superamento di un ruolo subalterno - Palermo 1613 Giuseppe Antista La maestranza dei muratori e degli intagliatori di Cefalù: i Capitoli del 1631 DOCUMENTI  Alessia Garozzo L’antico campanile della cattedrale di Lecce in un consulto del 1574 Giovanni Mendola, Fulvia Scaduto Antonio Belguardo. Un maestro nella Palermo tra XV e XVI secolo: il regesto documentario Valeria Manfrè Il progetto di Francesco Buonamici per la chiesa Madre di San Nicolò a Noto Antica  E  d  i   z  i   o n i   C  a  r  a  c  o l     L  E XI   C  O N  n .2 2 -2  3  / 2  0 1  6  L’arte del costruire: la formazione dei maestri tra Medioevo e prima età moderna   SOMMARIO 5Marco Rosario Nobile Editoriale 7Dany Sandron Raymond du Temple et les architectes de Notre-Dame de Paris (milieu XIIIème – début XVème siècle) 13 Amadeo Serra Desfilis Diventare maestro nei mestieri della costruzione a Valencia, secoli XIV-XV. Apprendistato, pratica e mobilità 25 Mercedes Gómez-Ferrer Gaspar de la Ferla o Ferrando, un cantero siciliano en la Valencia de mediados del siglo XV 41Emanuela Garofalo Mestieri e competenze nel cantiere di architettura in Sicilia tra Trecento e primo Cinquecento 53Javier Ibáñez Fernández Le radici bassomedievali della stereotomia spagnola del Cinquecento 69Maurizio Vesco  Magister versus architector  : note sull’evoluzione di una figura professionalenella Sicilia del Cinquecento 77Pau Natividad Vivó Bóvedas baídas de cantería en el renacimiento español: clasificación constructiva 85Salvatore Greco  Privilegio delli mastri Intagliatori et Architetti : il superamento di un ruolo subalterno - Palermo 1613 93Giuseppe Antista La maestranza dei muratori e degli intagliatori di Cefalù: i Capitoli del 1631 101 DOCUMENTI 103 Alessia Garozzo L’antico campanile della cattedrale di Lecce in un consulto del 1574  108Giovanni Mendola, Fulvia Scaduto Antonio Belguardo. Un maestro nella Palermo tra XV e XVI secolo: il regesto documentario 138Valeria Manfrè Il progetto di Francesco Buonamici per la chiesa Madre di San Nicolò a Noto Antica  5Lexicon - n. 22-23/2016 Editoriale Per chi studia l’Italia del sud, il catalogo della mostra Una arquitectura gótica mediterránea (2003) a curadi Arturo Zaragozá Catalán e di Eduard Mira ha definito un crinale, un punto di svolta senza ritorno. Per  gli autori invitati a far parte del progetto non si trattava solo di liberarsi dal conformismo che determinava (edetermina ancora per i molti che non se ne sono accorti) giudizi e preconcetti. Questa nuova idea delle coseaveva immediati riflessi sulle parole, esprimeva il desiderio di liberarsi dalla schiavitù del nominalismo miope,da categorie fissate in altri luoghi e in tempi lontani. Ci chiediamo se questo sforzo non significasse anche larisposta a questioni nuove, al bisogno, per esempio, di riposizionarsi, di costruire un ruolo all’interno diun’Europa che, dopo Maastricht (1993) e Schengen (dal 1995), stava compiendo altri passi decisivi per la pro- pria integrazione. Così l’idea di far parte di una comunità più ampia e polifonica obbligava a ricomporre il passato, specialmente quello soggetto a distorsioni interpretative o a censure più o meno drastiche e più omeno volontarie. L’onda lunga di quelle valutazioni continua ancora oggi, molti tra i saggi presenti in questo numero doppiodi Lexicon lo dimostrano. Nel frattempo il Mediterraneo si sta trasformando, come accade ciclicamente, inuna frontiera la cui porosità è occupata da masse che buona parte degli europei non tollera; la distanza tra lesocietà che ne popolano le differenti sponde si amplifica e le posizioni si radicalizzano. In questi contesti mute-voli, il sud e la sua storia finiscono ancora per assurgere a geografia privilegiata di riflessioni, determinandoin modo decisivo il volto contraddittorio che identifica il nostro continente.Ci si può immergere nel passato, muoversi con discrezione e sagacia filologica, appurare date, nomi, cose, mavale sempre – e questo costituisce la vera differenza – l’imperativo segreto che Bertolt Brecht indicava a Walter Benjamin, e che ricordo qui a memoria: «non bisogna partire dalle buone cose del passato ma da quelle catti-ve del presente». Questo numero è stato curato da Giuseppe Antista e da Domenica Sutera che è entrata a far parte delConsiglio direttivo.
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