P_Torri OK_BR

of 16

Please download to get full document.

View again

All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
PDF
16 pages
0 downs
37 views
Share
Description
1. Testi:StefaniaMurru-Traduzioni:SimonLander-Foto:GianniAlvito,Teravista Le torri costiere, così familiari alla nostra memoria e così profondamente legate al paesaggio…
Transcript
  • 1. Testi:StefaniaMurru-Traduzioni:SimonLander-Foto:GianniAlvito,Teravista Le torri costiere, così familiari alla nostra memoria e così profondamente legate al paesaggio costiero sardo, sono il cuore della mostra che si propone di raccontare attraverso immagini e riferimenti storici questo straordinario patrimonio. Dislocate strategicamente, in relazione visiva tra loro, in modo da costituire un sistema d’avvistamento e segnalazione contro le incursioni barbaresche, hanno una storia che abbraccia oltre 600 anni di storia dell’Isola. Il sistema difensivo, con sporadiche testimonianze già all’epoca dei Giudicati, raggiunge il culmine massimo nei secoli di dominazione spagnola, fino ai tentativi di completamento sotto il dominio piemontese. Il percorso di riscoperta proposto dall’Agenzia Conservatoria delle Coste, che dal 2009 gestisce le torri costiere del patrimonio regionale, prende il via da una irrinunciabile visione d’insieme del sistema difensivo costiero. Relazioni, contatti visivi, organizzazione gerarchica e sequenza evolutiva, opportunamente messe in luce, lasciano intuire quale sia stato il funzionamento di questo sistema difensivo costiero nel corso dei secoli. Osservando la concentrazione di fortificazioni e la maggiore presenza di torri per la difesa pesante, si intuisce quali fossero i tratti di costa con maggiori esigenze di difesa e più vulnerabili rispetto ai pericoli che giungevano dal mare. Una analisi più attenta su 14 torri permette di evidenziare alcune caratteristiche ricorrenti all’interno del sistema difensivo costiero della Sardegna, mettendone in luce le peculiarità storiche, architettoniche e paesaggistiche. Long part of our historical memory and such a familiar part of Sardinia’s coastal landscape, these coastal towers are the central theme of this photographic exhibition, which sets out to present these national treasures in a new perspective. Dotted strategically around the coastline, each within sight of the next, the towers served as lookout and warning system against barbarian incursions; they have a history that stretches back over 600 years. Although they are first mentioned as being for defensive purposes in the period of so-called ‘judge rule’ in Sardinia, it was during the era of Spanish domination that they grew in number and importance. Piedmontese rule then continued and completed much of the building and renovation. A local Coastal Conservation agency (Agenzia Conservatoria delle Coste) is now responsible for managing and safeguarding this regional heritage. There is a suggested itinerary that gives visitors an insight into how the whole defence system operated. The itinerary highlights the system of connections, the naked eye contact between towers, their hierarchical organization and historical evolution. This helps to reveal exactly how the coastal defence system functioned over the centuries. By observing where fortifications and the most heavily armoured towers are concentrated, we can deduce which areas of coast were most in need of defence because most vulnerable to attack from the sea. A close look at 14 towers in particular brings to light some of the key features of Sardinia’s whole coastal defence system, and draws attention to details of historical, architectural and geographical interest. Torri Costiere, un patrimonio da scoprire Rediscovering a Mediterranean Heritage: Sardinia’s Coastal Towers Torre di Chia Torre del Budello Torre di Cala Domestica Torre di San Giovanni di Sinis Torre del Poetto Torre del Prezzemolo Torre dei Dieci Cavalli Torre di Columbargia Torre di Marceddì Torre di Pittinuri Torre di Porto Giunco Torre di Coltellazzo Torre di Pixinì Torre dei Segnali
  • 2. Eretta sul promontorio che domina la spiaggia di Chia, nel territorio del comune di Domus De Maria, era una torre di difesa pesante o gallarda; ciò giustifica la sua muratura robusta, dello spessore di 2,5 metri, in conci di arenaria squadrati e ciottoli arrotondati. Il materiale usato per la sua costruzione proviene dai ruderi della vicina città punico-romana di Bithia. Sulla bassa zoccolatura basamentale si sviluppa un unico volume troncoconico, quasi del tutto privo di aperture. L’ingresso, collocato a 270° (ovest) a circa 5 metri di altezza, introduce in un unico ambiente coperto da una cupola con colonna centrale. Attraverso una scala realizzata nello spessore murario si giunge alla piazza d’armi in cui ancora si leggono le tracce di 2 garitte e 3 cannoniere. Standing on a promontory that overlooks the beach in Chia in the communal territory of Domusdemaria, we know this was a heavily armoured defence tower (gallarda), due to the strength and thickness (2.5m) of the stonework, consisting of uniform blocks of sandstone and rounded stones. The material used in its construction came from the remains of the nearby Punic-Roman town of Bithia. The truncated cone tower stands as a single block on thin foundations, and has almost no openings. The 5 metre high entrance, placed 270° west, leads into a single chamber covered by a dome with central column. A stairway created within the thick wall leads to the armoury, where there are still traces of 2 sentry boxes and 3 artillery stations. Nel 1578 il viceré Miguel De Moncada suggeriva la costruzione di una torre nel Monte Alto ed effettivamente i lavori iniziarono subito dopo, tanto che nel 1594 la torre era già operativa. Nel 1605 si ha notizia dei primi restauri, mentre nel 1614 subì un incendio, probabilmente ad opera dei Barbareschi. Nel 1720 era in buono stato e in tutta l’epoca sabauda continuò a rivestire una certa importanza, tanto che favorì la nascita dell’abitato di Domus De Maria. Altri lavori si realizzarono nel 1769, nel 1773 e nel 1784, l’ultimo su progetto dell’ing. Marciot. Ancora restaurata con cadenza periodica agli inizi dell’800, fu poi dismessa e in seguito occupata e utilizzata dalla Guardia di Finanza fino agli anni ’50 del secolo scorso. Nel 1988-90 subì un ulteriore restauro. Ancora oggi si trova in buone condizioni e viene frequentemente utilizzata per esposizioni. Torre di Chia Citata anche come Torre de Santos Quarenta de Quia Chia tower Also known as De Santos Quarenta de Quia tower Torre di Chia The viceroy Miguel De Moncada proposed the construction of the tower on ‘Monte Alto’ in 1578, and work began immediately. Indeed the tower was already fully operational by 1594. The first restoration work we know of was carried out in 1605, and in 1614 it was damaged by fire, probably the result of a barbarian attack. In 1720 it was in a good state of repair and throughout the period of Savoy rule it continued to play an important role, and was instrumental in the growth of the nearby town, Domusdemaria. Further repairs were carried out in1769, in 1773 and in 1784, the latter under the direction of the engineer Marciot. Some restoration work was undertaken periodically during the 1800s, but it was left abandoned until commandeered by the Finance Police in the 1950s. More restoration was done between 1988-90. Today it is in a good state of repair and is quite frequently used for exhibitions and displays. La torre, di proprietà della Regione Sardegna, è oggi affidata alla Conservatoria delle Coste. The tower is the property of the Sardinian Regional Government, and is today managed by the organisation 'Conservatoria delle Coste. Testi:StefaniaMurru-Traduzioni:SimonLander-Foto:GianniAlvito,Teravista
  • 3. La torre sorge su un’estremità del porto di Teulada, nella costa meridionale della Sardegna. Era destinata alla difesa pesante, torre gallarda, e comunicava con le torri di Pixinì, Malfatano e Portoscuso. Di forma troncoconica e aspetto robusto, presenta una possente zoccolatura basamentale al cui interno trova collocazione la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Sul robusto basamento poggia l’ambiente principale, coperto da una cupola con pilastro centrale e dotato di poche aperture; vi si accede da un ingresso collocato a circa 4 m di altezza. Alla piazza d’armi, guarnita di parapetto e merlatura, si giunge attraverso una scala realizzata nello spessore murario. The tower stands on the edge of the port of Teulada, on the Southern coast of Sardinia. It was a defence or gallarda tower, and communicated with the towers at Piscinì, Malfatano and Portoscuso. It is a robust truncated-cone shaped structure with a solid pedestal and wainscoting, inside which is a cistern that served to store rainwater. The solid foundations support the tower’s dome-capped main chamber, which has a central pillar but few openings to the exterior; the entrance is situated 4m above ground. The armoury was fortified with a parapet and battlements and was accessed by means of a stairway built within the thick wall. Although the construction of the tower had been urged by 16th century military Già suggerita dagli ingegneri militari cinquecenteschi, la sua costruzione fu avviata nel 1601 per iniziativa dell’imprenditore cagliaritano Pietro Porta con l’importante compito di presidiare tutto il porto di Teulada e la vicina tonnara di Pixinì. Negli anni 1617-19 venne restaurata, mentre nel 1720 dai sopralluoghi degli ingegneri piemontesi risultava in buono stato. Ancora in riparazione nel 1763, nel 1769 e nel 1784 su indicazioni dell’ing. Marciot, allora Capitano, fu oggetto di numerosi lavori di restauro anche nella prima metà dell’Ottocento. Nella seconda metà dell’Ottocento ricoprì un importante ruolo nel controllo del contrabbando. Torre del Budello Budello tower Torre del Budello engineers, work only began in 1601, thanks to the initiative of the Cagliari businessman, Pietro Porta. The purpose of the tower was to guard the port of Teulada and the nearby Tuna fishery in Piscinì. Restoration work took place between 1617-19, and when a century later (1720) it was inspected by Piedmontese engineers, it was found to be in good general condition. Further repairs were undertaken in 1763, 1769 and 1784 under the direction of the engineer and Captain Marciot, and various restoration work was again necessary in the first half of the 19th century. During the second half of the 1800s it played an important role in combating smuggling. The tower is the property of the Sardinian Regional Government, and is today managed by the organisation 'Conservatoria delle Coste', which has started works to restore, conserve and make use of it as a local resource. La torre, di proprietà della Regione Sardegna, è oggi affidata alla Conservatoria delle Coste che ha avviato lavori di recupero, conservazione e valorizzazione. Testi:StefaniaMurru-Traduzioni:SimonLander-Foto:GianniAlvito,Teravista
  • 4. Da una piccola penisola la torre sorveglia la sottostante Cala Domestica, nel territorio del comune di Iglesias. In comunicazione con la torre di Porto Paglia, la torre dell’Isola Piana e il Forte San Vittorio, le sue dimensioni ci inducono a pensare che si trattasse di una torre gallarda (per la difesa pesante). Un unico volume a tronco di cono, costituito da elementi lapidei non squadrati orditi in fasce orizzontali di 70 cm di altezza, si sviluppa su una zoccolatura di 70 cm. Come di consueto, non sono presenti elementi decorativi, ma tra i calcari della muratura si distinguono alcuni blocchi in tufo che segnano garitte, architravi e scale interne. Dall’ingresso, situato a sud-est a 5,9 m di altezza, si accede a un ambiente coperto da una cupola lapidea con foro centrale. La scala all’interno della muratura conduce alla piazza d’armi in cui si leggono tracce di cannoniere e 4 garitte. The tower looks out over the bay (Cala Domestica) from a small peninsular in the communal territory Iglesias. Communication was maintained with the towers at Porto Paglia, Isola Piana and the Forte San Vittorio; given the tower’s size, it is thought to have been a heavily armed (gallarda) tower. The structure is a single truncated cone shaped block, built from roughly cut blocks of stone placed horizontally (each layer 70cm in height), rising up from a foundation base about 70cm deep. As is usually the case, there are no elaborate architectural features, but blocks of tuff are clearly visible between the limestone brickwork, showing where the tower’s sentry boxes, architraves and internal stairways were positioned. The entrance is located 5.9m above ground, and provides access to a stone-dome covered chamber with a central opening. The staircase built within I lavori di costruzione della torre ebbero inizio nel 1765, ma ancora nel 1777 non era stata ultimata. Nel 1780 un mastro di Cagliari fu incaricato di completare in 10 mesi il baluardo progettato dall’ing. Daristo ma, a causa della cattiva esecuzione dei lavori si verificò un crollo parziale. Fu finalmente ultimata nel 1785. La sua principale vocazione fu quella di sorvegliare la vicina spiaggia su cui era presente un piccolo porticciolo d’imbarco dei minerali. Fu poi restaurata nel 1820 e nel 1831. Ancora presidiata nel 1843, durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata come posto di osservazione. Fu successivamente abbandonata, ma giunge a noi in condizioni complessivamente discrete. Cala Domestica tower Torre di Cala Domestica the brick walls leads to the armoury, where traces of gunner artillery and 4 sentry boxes are evident. Construction work began in 1765, but by 1777 had still not been terminated. In 1780, the engineer Daristo commissioned a master builder from Cagliari to complete his project for the ramparts in ten months, but there was a partial collapse of the structure due to poor workmanship. When finally completed in 1785, it served mainly to guard and protect the nearby beach where a small port was used for the transportation of minerals. Further restoration was carried out in 1820 and 1831, and it was still manned in 1843. During the second world war it was used as an observation tower. Although subsequently abandoned, it is today in a reasonably good state of repair. Torre di Cala Domestica Testi:StefaniaMurru-Traduzioni:SimonLander-Foto:GianniAlvito,Teravista
  • 5. La torre fu costruita a San Giovanni di Sinis, nell’area archeologica di Tharros. Comunicava con le torri di Flumentorgiu, di Capo Frasca, con la torre Vecchia di Marceddì, la torre Grande di Oristano, la torre di Cabras, San Marco e Sevo. Era destinata alla difesa pesante, gallarda; edificata con materiali di spoglio della vicina città punico–romana, presenta una muratura robusta (4 m) in conci di pietra di varia natura orditi in fasce orizzontali di cromatismo differente. In essa compaiono numerosi elementi comuni anche ad altre torri: la presenza della cisterna nel basamento, l’ambiente principale coperto da una cupola con foro centrale, le scale all’interno della muratura. Un elemento di assoluta novità è invece l’ingresso, orientato a nord-est e protetto da un parallelepipedo che in origine ospitava la scala di accesso in legno. The tower was built at San Giovanni di Sinis, in the archeological site, Tharros. Communication was maintained between the towers of Flumentorgiu, Capo Frasca, the Vecchia di Marceddì, as well as the Torre Grande in Oristano, the Cabras tower, and the San Marco and Sevo towers. It was designed as a heavily armoured defence tower (gallarda), and was built using material taken from the nearby Punic-Roman site. The 4m thick walls were constructed from ashlars of various types and shades of stone placed in horizontal layers. It has many of the features common to other towers: a cistern located in the foundations, a main chamber covered by a dome with a central opening and a stairway fashioned within the walls. Anche la forma non è molto comune: è costituita da due grossi volumi sovrapposti, assimilabili a cilindri, di diametro diverso. Non contemplata nei precedenti progetti di fortificazione, fu costruita agli inizi del ‘600 e risultava già operativa nel 1623. Fu restaurata nel 1692, nel 1784, nel 1808 e nel 1823. Fu presidiata fino al 1846. Purtroppo recenti interventi di adeguamento hanno reso illeggibili alcuni caratteri originari, soprattutto nella piazza d’armi, ma la torre si trova in ottimo stato di conservazione e ospita spesso esposizioni. Torre di San Giovanni di Sinis San Giovanni of Sinis tower Torre di San Giovanni di Sinis One highly novel feature is the north-east facing entrance protected by a parallelepiped which supported a wooden staircase accessing the tower. Its shape is rather unusual, being made of two large cylindrical blocks of different diameter, placed one on the other. Although it was not part of the previous plans to build further fortifications, building work began in the early 1600s and the tower was operational by 1623. Restoration work was carried out in 1692, 1784, 1808 and 1823. It continued to be garrisoned until 1846. Unfortunately, recent work has all but cancelled some of the original features, especially in the armoury; however, the tower itself is in an excellent state of repair and is often used for exhibitions. Testi:StefaniaMurru-Traduzioni:SimonLander-Foto:GianniAlvito,Teravista
  • 6. La torre svetta sul promontorio della Sella del Diavolo e domina la sottostante spiaggia del Poetto, comunicando visivamente con la torre di Sant’Elia e con quasi tutte le torri del settore orientale del Golfo di Cagliari. Si tratta di una torre di avvistamento, o torrezilla, di piccole dimensioni, realizzata in materiale calcareo. Non presenta elementi di particolare interesse, eccezion fatta per un’iscrizione punica, ancora presente sulla muratura, che documenta l’origine del materiale utilizzato per la sua costruzione proveniente dai resti del tempio di Astarte Ericina. Originariamente di forma troncoconica, a causa di un cedimento delle fondazioni si è poi ripartita in The tower stands on the ‘Sella del Diavolo’ (Devil’s Saddle) promontory and looks over Poetto beach below and is within sight of Sant’Elia tower and thus also of all the towers on the eastern side of the gulf of Cagliari. It was a fairly small lookout tower, or torrezilla, made from limestone rock. There are few noteworthy features except for the Punic inscription still visible on the stonework, which records the source of the material used in its construction as being the temple of Astarte Ericina. Although it originally had a truncated-cone shape, a collapse of the foundations split it into two blocks, one of which is today heavily due volumi, uno dei quali è oggi fortemente eroso e pericolosamente inclinato verso il precipizio. Il suo attuale stato di rudere ne impedisce una agevole e dettagliata lettura dei caratteri architettonici. Fu edificata presumibilmente dopo il 1590; nel 1605 risultava già in riparazione insieme alla Torre del Prezzemolo (Torre di Cala Bernat) e alla Torre di Sant’Elia. In seguito alla costruzione della vicina Torre dei Segnali, nel 1638, perse la sua originaria utilità e fu abbandonata, cosicché nel 1720 fu trovata dagli ingegneri piemontesi ormai in rovina. Durante l’attacco francese (1792-93) venne riarmata per essere poi definitivamente abbandonata negli anni successivi. Torre del Poetto Poetto tower Torre del Poetto eroded and leans dangerously towards the edge. Its current derelict state makes it difficult to assess its original architectural features. It is thought to have been built after 1590, and in 1605 was undergoing repair work at the same time as the Cala Bernat tower (Prezzemolo tower) and the Sant’Elia tower. After the building of the nearby tower at Torre di Calamosca in 1638, it lost its original importance and when Piedmontese engineers arrived in 1720, they found it abandoned and lying in ruins. During the attack by the French in 1792- 93 it was temporarily re-armed, only to be abandoned permanently in the following years. The tower is the property of the Sardinian Regional Government, and is today managed by the organisation 'Conservatoria delle Coste', which has started works to restore, conserve and make use of it
  • Related Search
    We Need Your Support
    Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

    Thanks to everyone for your continued support.

    No, Thanks